Il prof. Gustavo Benedetti, laureato in giurisprudenza, ordinario per un quindicennio nelle scuole secondarie superiori, poi ricercatore di pedagogia generale nell'Università di Roma (I e III Ateneo), viene da una singolare esperienza didattica e scientifica.

Negli anni sessanta, con un gruppo scelto di collaboratori, diede vita alla rivista Istituto Tecnico (1963-1975) che ottenne un largo consenso in Italia e molto contribuì, con le sue iniziative, a richiamare l'attenzione sui problemi didattici di questo importante settore della scuola secondaria, di cui rivendicò la piena valenza culturale nei confronti della scuola classica.

Resosi quindi conto, studiando Rousseau (per il quale l'uomo nasce buono e la società lo corrompe) che l'educazione non è qualcosa che avvenga solo attraverso l'istruzione scolastica, ma è piuttosto il risultato di un'interazione fra individuo e ambiente socioculturale che modella l'individuo stesso con un peso determinante nella sua autoprogettazione e quindi nel suo sviluppo personale, ha decisamente orientato la sua ricerca verso questa realtà sociale, con specifico riguardo ad una delle sue componenti meno esplorate: l'attività giuridica legislativa e giudiziaria, indagando in vari scritti sui rapporti del diritto con l'educazione, e proponendo l'istituzione di una pedagogia del diritto quale contributo, da una parte, al maturarsi dinamico della pedagogia in pedagogia sociale, e dall'altra, all'evoluzione in senso sostanziale della stessa scienza giuridica, sempre più costretta ad interrogarsi, in seguito al crescente intervento degli Stati nella vita sociale, sulle implicazioni metagiuridiche delle leggi e della loro applicazione.